Francesco Bravi e Martina Venturi – Schrödinger
Raffaella Bonivento – La signora D.
Fabio Velardi – Non ti faccio niente
Pasquale Pio Troiano – Ritorni
Caterina Irdi – Terapia di coppia


Francesco Bravi, classe 1998, porta a termine il corso di sceneggiatura del Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2024. Partecipa con un cortometraggio, In Spirito, al Festival di Cannes e alla Festa del Cinema di Roma. La sua più recente conquista: imparare a preparare un caffè dietro il bancone di un bar.
Sono Martina Venturi, sono nata a Milano e ho 28 anni. Nel 2020 mi sono Laureata in Psicologia e nel 2023 Diplomata come attrice al Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Massimiliano Bruno. Da poco ho concluso il mio percorso di Alta Formazione per Attore Internazionale presso l’Emilia Romagna Teatro Fondazione. Fino ad ora ho lavorato principalmente come attrice in serie televisive dirette da M. Bruno e R. Androsiglio e spot pubblicitari. Però ecco, mi piace anche scrivere. Scrivo principalmente cose che mi accadono e che mi diverte raccontare.
Cosa succede quando quattro ragazzi, reduci da un rave, trovano un gatto nero in fin di vita? Lo salvano, ovviamente. Ma il veterinario è definitivo: bisogna sopprimerlo.
Solo che a eutanasia fatta, afflitti da un malessere già profondo, i quattro vengono a sapere che la procedura ha un costo di 309€.
Se si occupassero personalmente di smaltire il corpo però, forse il prezzo potrebbe scendere…
Il giorno dopo, il proprietario del micio contatta i quattro, vorrebbe risarcire le spese e ringraziarli di cuore, e ovviamente riavere il corpo della piccola Cherie, ormai smaltita ahimè a modo loro.

Locandina realizzata da Sara De Barba

Raffaella Bonivento è strategic content advisor e creative manager con esperienze tra Disney, Mediaset, BBC, ZDF, Shine International, MIA e Maestro Pavarotti. Dopo una carriera poliedrica tra affari legali, coproduzione fiction e tv drama scouting internazionale, oggi cura progetti di alta formazione per Anica Academy, valorizzando nuovi talenti e voci fuori dal coro. Con questo cortometraggio esplora un suo percorso autoriale personale.
In un ambulatorio vuoto, la Signora D., donna qualunque, 79 anni e un braccio rotto, attende invano in un sistema dove tutto si rompe e nessuno risponde. Nell’assurdo – morte delle istituzioni, oggetti rotti, voci di bambina, acqua che sale – prende in mano la situazione. Tra Sordi e Vitti, tra grottesco e realismo magico, una commedia esistenziale e sociale, col piglio del neorealismo contemporaneo. Perché anche nella solitudine, si può lasciare un segno.

Locandina realizzata da Sara De Barba

Fabio Velardi, tedesco di nascita ma italiano nel cuore, è da sempre ossessionato dalla scrittura per immagini. Prima si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo, poi frequenta la Scuola Leo Benvenuti e infine il Corso Executive di Scrittura per l’animazione presso la Civica Luchino Visconti, in collaborazione con Movimenti Production. Nel 2025 ha partecipato come pitcher ad Avrei questa idea di Giffoni Hub e si è classificato al terzo posto nel Pitch me! Contest di Cartoons on the Bay con il progetto Drììn Team – Avventure alla campanella!.
Jessica e Damiano, una giovane coppia di sicari, vengono assunti da una madre per uccidere il suo figlio di otto anni. Fingendosi dei babysitter, tentano di portare a termine l’incarico a casa della nonna. “Niente di più semplice”, pensano… se non fosse che quel bambino dal viso angelico si dimostri essere un vero diavoletto. Liberamente tratto da un caso di cronaca, questo inseguimento alla “Mamma, ho perso l’aereo” porterà a un esito del tutto inaspettato.

Locandina realizzata da Sara De Barba

Scrivere la mia biografia non è affatto semplice. E questo lo capirete quando leggerete il mio cv. Un tizio come me, in un concorso come questo, non c’entra praticamente niente. Un ragazzo, che ha studiato ingegneria elettronica e che ha trovato lavoro come programmatore. Che si è approcciato tardi nel mondo del cinema, troppo tardi forse; che tra un programma e l’altro, con l’aiuto del Dio Smart-working, frequenta per un anno il corso di regia e sceneggiatura presso la scuola di Cinema Immagina a Firenze. E che adesso si trova a partecipare al suo primo concorso di sceneggiatura. Cinema.
Un trentaseienne informatico, stanco e annoiato del proprio lavoro, decide di riscriversi all’università e di riprendere una sua vecchia passione: filosofia. Tra scetticismo e incredulità da parte di famiglia e amici, aiutato dalla sua coinquilina Michela, dovrà rimettersi in gioco per dimostrare che, a volte, l’unica motivazione che conta è quella che si porta dentro.

Locandina realizzata da Sara De Barba

Caterina Irdi è una regista italiana con un background nel settore umanitario e della cooperazione allo sviluppo. La sua prospettiva, plasmata dalle esperienze vissute in diversi contesti internazionali, alimenta tanto il suo cinema documentario quanto quello di finzione. Caterina si è recentemente diplomata alla Prague Film School.
Leo e Maria, una coppia di ladri decide di rubare una moneta antica e prezio- sa nello studio di uno psicologo. Quello che doveva essere un semplice colpo si trasforma in una seduta di terapia di coppia, in cui Leo e Maria si ritrovano a dover affrontare segreti rimasti fino ad allora nascosti.

Locandina realizzata da Sara De Barba

Livia De Mattia (Roma, 2003) coltiva fin da giovane una forte passione per il cinema e la narrazione audiovisiva. Nel 2021 frequenta un corso di formazione presso Sentieri Selvaggi e, dopo gli studi al DAMS, entra nel 2023 al Centro Sperimentale di Cinematografia, corso di Produzione. Ha esperienza nell’organizzazione di cortometraggi e un interesse particolare per lo sviluppo e l’accompagnamento creativo dei progetti, oltre che per la scrittura per il cinema.
Vittorio, un professore intransigente, dopo una banale caduta all’università viene risucchiato nel labirinto della burocrazia. Uffici surreali e procedure senza senso mettono a nudo la fragilità dei suoi principi. In un mondo dove la logica si capovolge e l’assurdo diventa regola, per ottenere un semplice rimborso dovrà scendere a patti con la macchina burocratica e, infine, con se stesso.

Locandina realizzata da Sara De Barba